Il Lindy hop

Il Lindy hop è una danza swing afroamericana nata ad Harlem, New York, negli anni '20 - '30 del secolo scorso in un'epoca immediatamente precedente al periodo della grande depressione, una crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 24 ottobre 1929.

Il lindy hop si balla prevalentemente in coppia ma esistono routine che prevedono dei passi da esegure da soli (solo steps). La struttura della danza è in 8 tempi. Il lindy hop è una danza con numerose figure ed acrobazie ed include elementi derivati dal charleston, dal tip tap, dallo shag e dal cakewalk.

Nell'epoca della musica swing il lindy hop è stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazioni di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. Il lindy hop è stato negli anni trenta e quaranta del secolo scorso un vero esempio di integrazione culturale tra bianchi e neri ed insieme allo swing fu il primo fenomeno sociale trasversale nella storia degli Stati Uniti.

(testo tratto dalla voce Lindy hop su Wikipedia)

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sabato 7 febbraio 2015

Cos'è lo swing, di Gunther Shuller

Un ritmo o una pulsazione in sé non fa swing.

Ma allora cos'è in termini tecnici questo elemento sfuggente ?

Lo swing non può verificarsi senza alcune precondizioni.


1) Un battito ripetuto, regolare: vuoi esplicito, come nel 4/4 di chitarra, basso e batteria in una sezione ritmica, vuoi implicito, come in una figura irregolare che pure aderisce a - ed è radicata in - una scansione soggiacente.


2) Sentire. Questi impulsi - sia le note che il musicista suona, sia la pulsazione soggiacente, magari in un break di due battute o in un assolo di sette minuti - si devono sentire. Non si possono calcolare, contare, dedurre a mente e con ciò produrre swing. Se calcolo vi è, deve avere luogo quando si studia.  Perchè vi sia swing, ogni calcolo, studio o esercizio va tradotto in un sentire. Lo swing deve sorgere non dalla mente o dal cervello - che pure sta lì a controllare l'informazione in arrivo dall'orecchio - ma da istinti, impulsi e sentimenti naturali, talora inconsci. Lo swing, quando c'è, è innato, non studiato. E' libero e non impacciato se sorge da impulsi avvertiti con naturalezza; ma è anche controllato dall'apparato uditivo orecchio - cervello. Non nasce nel regno della piena coscienza ma è governato dalla mente cosciente.


3) Equilibrio energetico. Tuttavia, perfino rispettando queste condizioni - cioè un impulso ritmico regolare udibile e percepibile - lo swing può non esserci. Occorre qualcos'altro, che sorge da una complessa combinazione di sentimento e controllo mentale, come pure da uno specifico controllo tecnico dello strumento. Nel primo caso alludo alla capacità di mantenere un perfetto equilibrio tra relazioni orizzontali e verticali dei suoni. E questo c'è quando sia la verticalità sia l'orizzontalità in un dato istante sono rappresentate in perfetta equivalenza ed unità. Un'impeccabile esecuzione orizzontale - di un tema o melodia o riff - non produce swing se non sono altrettanto rispettati gli aspetti verticali, ritmici (e spesso anche armonici). Così pure, la più precisa scansione non produce swing se non sono soddisfatte le connessioni orizzontali tra suoni e le implicazioni armoniche verticali che li modificano. 


4) Attacco ed estinzione. In tale equilibrio esecutivo-energetico va poi inserita un'altra componente. Lo swing dipende da come ciascun suono viene iniziato, concluso e collegato al suono successivo: cioè da attacco ed estinzione.

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