Il Lindy hop

Il Lindy hop è una danza swing afroamericana nata ad Harlem, New York, negli anni '20 - '30 del secolo scorso in un'epoca immediatamente precedente al periodo della grande depressione, una crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 24 ottobre 1929.

Il lindy hop si balla prevalentemente in coppia ma esistono routine che prevedono dei passi da esegure da soli (solo steps). La struttura della danza è in 8 tempi. Il lindy hop è una danza con numerose figure ed acrobazie ed include elementi derivati dal charleston, dal tip tap, dallo shag e dal cakewalk.

Nell'epoca della musica swing il lindy hop è stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazioni di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. Il lindy hop è stato negli anni trenta e quaranta del secolo scorso un vero esempio di integrazione culturale tra bianchi e neri ed insieme allo swing fu il primo fenomeno sociale trasversale nella storia degli Stati Uniti.

(testo tratto dalla voce Lindy hop su Wikipedia)

Cerca nel web mondiale tutto sul lindy hop

lunedì 23 febbraio 2015

La musica è la mia signora. L'autobiografia di Duke Ellington.


Alcuni sostengono che il Duca sia stato il più grande, di certo della sua epoca, forse dell'intera storia del jazz. Non mi interessano molto le classifiche. Senz'altro le composizioni di Duke Ellington accompagnano gran parte delle mie giornate. Credo di avere questo in comune con moltissimi altri lettori di lindyhop.it. La discografia di Duke Ellington è immensa. Non serve elencare i suoi brani più famosi. Questo è il libro che racconta la sua vita fatta ed il suo grande amore: la musica.
Uscita originariamente nel 1973, e qui pubblicata nella traduzione integrale curata dal critico jazz Franco Fayenz, "La musica è la mia signora" è un'autobiografia personalissima e insieme uno spaccato collettivo di storia del jazz, in cui il "Duca" trascina il lettore dall'epoca del "rinascimento" di Harlem negli anni Venti alla seconda guerra mondiale, dal difficile dopoguerra agli anni Sessanta, seguendo il filo di grandi melodie come "Creole Love Call", "Take the A Train", "Mood Indigo" e "Sophisticated Lady". Un volume ricchissimo di riflessioni, dettagli e curiosità: la genesi delle sue celeberrime suite, i ritratti affettuosi dei musicisti che l'hanno accompagnato in più di mezzo secolo di attività, i diari di viaggio delle tournée in Europa e in Oriente. 

Frankie Manning: Never Stop Swinging



Frankie Manning: Never Stop Swinging

sabato 14 febbraio 2015

Groovie Movie (1944)



Oggi abbiamo YouTube, negli anni '40 si andava al cinema !

Groovie Movie è un famosissimo cortometraggio sul jitterbug. Una vera e propria lezione di ballo introdotta da un piano boogie. La voce narrante usa molti termini slang. Ossservando i ballerini del video, tutti bianchi, non si può non pensare al rock and roll che secondo alcuni è stata una evoluzione del jitterbug e del boogie woogie. Sicuramente lo stile è diverso da quello dei danzatori afroamericani dell'epoca.  

L'origine della parola jitterbug deriva da jitter e bug. Un insetto nervoso che rende l'idea del ballo frenetico ed incontrollato. 

Se ascoltiamo il pezzo di Cab Calloway, Call of the Jitterbug scopriamo che spesso il termine negli anni '30 veniva associato al consumo di alcol (fonte Wikipedia).

If you'd like to be a jitterbug,
First thing you must do is get a jug,
Put whiskey, wine and gin within,
And shake it all up and then begin.
Grab a cup and start to toss,
You are drinking jitter sauce!
Don't you worry, you just mug,
And then you'll be a jitter bug!



In questo video troviamo anche uno shim sham ! Beh, Cab Calloway era anche un bravo ballerino. :-)



giovedì 12 febbraio 2015

Ballando il blues



La motivazione principale che spinge a tutto questo continuo strascicar di piedi, volteggiare, dimenarsi, stringersi, staccarsi, riprendersi e, comunque, sembre ballare, sta nell'ininterrotto tentativo di colpire i blue devil, costringendoli ad allontanarsi e così potersela spassare un po'.



Ciò non costituisce soltanto un fine conclusivo ma si realizza anche quando lo si fa. E questa è la ragione per cui, qualsiasi sia la musica, tutto fa ricordare che ci si trova tra gente che veste in modo elegante, mangia, ride, parla, si maschera, beve, si pavoneggia, si unisce e fa l'amore, ed è anche la ragione dell'esservi partecipe e del senso della propria presenza. Perchè a volte, specialmente quando si è molto giovani e si sta in un angolo della sala da ballo e ci si chiede timidamente se e come andare là dove siedono le ragazze (sulle cui prerogative qui si può sorvolare) in attesa di qualcuno che si avvicini per chiedere loro di ballare, è come se l'orchestra vi stesse incitando con parole pazze e senza senso. Ai tempi d'oro delle grandi sale da ballo, come il Savoy [......] era come se si venisse scelti e chiamati a cimentarsi, mostrando di che si fosse capaci, la propria volontà e la leggerezza nel guidare la ragazza prescelta su e giù per la pista, in lungo e in largo e attraverso, come se si trattasse di penetrare negli inferi dei blue devil e uscirne salvaguardando intatta la stiratura del suo vestito, come se proprio si fosse il principe delle favole e lei la principessa dei racconti di fate.


Non ci si illuda che questa qualità possa essere acquisita e conservata una volta per sempre, ma quando si sentisse dire, come nelle favole, che dopo aver superato la sua gran prova l'eroe, da allora è sempre vissuto felice e contento, nessuno pensi che egli abbia potuto rinunciare e godersi il ritiro, ma sappia piuttosto che questa sua esperienza può aver reso più penetrante il suo sguardo, lo può aver reso più esperto, più resistente e, dunque, un po' più preparato a confrontarsi con gli eventi. Anche per lui ci saranno, infatti, sempre nuovi draghi, che in definitiva non sono che la manifestazione della natura stessa, come il cattivo tempo.




Inoltre, giammai finora è successo che qualcuno sia riuscito a liberarsi per sempre dai blues, perchè questi demoni si possono solo allontanare e costringere a star nascosti finchè dura. Essi sono sempre lì, invece, in attesa e in agguato, di modo che la possibilità di ritirarsi in riposo è proprio fuori questione. Ma, per quanto si possa essere diventati dei vecchi esperti, a volte tutto quel che si può fare è ascoltare l'insistente, continua lotta del batterista contro i blue devil col suo cembalo a pedale, anche se a distanza (ed è come se fosse il tempo stesso che va ripetendo e sottolineando il suo allerta), e tutto ciò che ciascuno può fare per ricacciarli là dove si meritano, tra sporcizie e viltà, consiste nel battere il piede a ritmo e nel far schioccare le dita.


Ballando il blues di Albert Murray

sabato 7 febbraio 2015

Cos'è lo swing, di Gunther Shuller

Un ritmo o una pulsazione in sé non fa swing.

Ma allora cos'è in termini tecnici questo elemento sfuggente ?

Lo swing non può verificarsi senza alcune precondizioni.


1) Un battito ripetuto, regolare: vuoi esplicito, come nel 4/4 di chitarra, basso e batteria in una sezione ritmica, vuoi implicito, come in una figura irregolare che pure aderisce a - ed è radicata in - una scansione soggiacente.


2) Sentire. Questi impulsi - sia le note che il musicista suona, sia la pulsazione soggiacente, magari in un break di due battute o in un assolo di sette minuti - si devono sentire. Non si possono calcolare, contare, dedurre a mente e con ciò produrre swing. Se calcolo vi è, deve avere luogo quando si studia.  Perchè vi sia swing, ogni calcolo, studio o esercizio va tradotto in un sentire. Lo swing deve sorgere non dalla mente o dal cervello - che pure sta lì a controllare l'informazione in arrivo dall'orecchio - ma da istinti, impulsi e sentimenti naturali, talora inconsci. Lo swing, quando c'è, è innato, non studiato. E' libero e non impacciato se sorge da impulsi avvertiti con naturalezza; ma è anche controllato dall'apparato uditivo orecchio - cervello. Non nasce nel regno della piena coscienza ma è governato dalla mente cosciente.


3) Equilibrio energetico. Tuttavia, perfino rispettando queste condizioni - cioè un impulso ritmico regolare udibile e percepibile - lo swing può non esserci. Occorre qualcos'altro, che sorge da una complessa combinazione di sentimento e controllo mentale, come pure da uno specifico controllo tecnico dello strumento. Nel primo caso alludo alla capacità di mantenere un perfetto equilibrio tra relazioni orizzontali e verticali dei suoni. E questo c'è quando sia la verticalità sia l'orizzontalità in un dato istante sono rappresentate in perfetta equivalenza ed unità. Un'impeccabile esecuzione orizzontale - di un tema o melodia o riff - non produce swing se non sono altrettanto rispettati gli aspetti verticali, ritmici (e spesso anche armonici). Così pure, la più precisa scansione non produce swing se non sono soddisfatte le connessioni orizzontali tra suoni e le implicazioni armoniche verticali che li modificano. 


4) Attacco ed estinzione. In tale equilibrio esecutivo-energetico va poi inserita un'altra componente. Lo swing dipende da come ciascun suono viene iniziato, concluso e collegato al suono successivo: cioè da attacco ed estinzione.

Creative Commons License
Questo sito e' pubblicato sotto una Licenza Creative Commons